Muretti Madness 2017

Quando partecipai alla prima edizione del Martesana Van Vlaanderen 2016 di Gio Pirotta, alla partenza mi consegnarono una misteriosa tessera per completare un circuito formato da tre gare (MVV a Inzago, Coppa Asteria a Bergamo e Muretti Madness e Firenze) chiamato Trittico.

Subito mi chiesi: ma che roba è questa?

Tornato a casa feci una ricerca veloce su internet e mi si aprì un mondo.

Subito mi dissi: mica sono fesso, col cavolo che mi beccano questi!

Ed infatti nel 2016 completai solo MVV.

Ma in cosa consiste tutto ciò?

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L’incontro delle menti perverse di Gio, Popolare e Cicloidi, come un Big Bang primordiale, avevano dato vita a un nuovo movimento di aggregazione “ignorante” per ciclisti che condividono la predisposizione perversa verso la sofferenza e per le pendenze estreme in salita, in particolare per i famigerati e temuti Muri!

Nel 2017 ho avuto l’ennesima conferma del mio Bipolarismo:

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-Il 1 aprile mi ritrovo a completare nuovamente il MVV dell’amico Gio, un percorso sempre bello e cattivo vissuto in compagnia di amici e di tanti visi noti delle due ruote. Racconto completo a questo link.

-Il 3 giugno come posso rifiutare l’invito a Coppa Asteria di Luca e della Popolare? Il dazio pagato per questo evento è stato una caduta in Via Libertà che mi ha procurato una costola incrinata e ben 2 mesi di dolori (la pagherete cara Popolare!). Racconto completo a questo link.

-Infine venerdì 27 ottobre eccomi in viaggio verso Firenze: Muretti Madness e la medaglia del Trittico sono nel mirino!

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Eccomi quindi a darmi del fesso da solo.

Ho partecipato con altri amici ai primi due eventi, ma solo Mattia è stato l’incosciente che ha deciso di seguirmi a Firenze, ed eccomi quindi con lui per completare questo circuito.

Alloggiamo in campeggio e al risveglio ci rendiamo conto che è una mattinata autunnale molto umida. Fortunatamente sappiamo che il meteo volgerà verso il caldo e la giornata sarà molto soleggiata: una fortuna incredibile!

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Fra una cosa e l’altra, partiamo verso le 8 per percorrere i 3 km che ci separano dal campo base al Rari Nantes, una splendida location lungo il fiume Arno.

La partenza è alla francese fra le 7.30 e le 8.30, e dopo un caffè partiamo un po’ in ritardo verso le 8.30.

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Io che sono milanese, abituato a pedalare nel traffico cittadino, non nascondo un’emozione particolare nel pedalare in una città nuova, in particolare Firenze, culla del Rinascimento.

Fortunatamente, al contrario di Milano, bastano poche centinaia di metri per uscire dalla zona più cittadina e ritrovarsi catapultati nel giro di pochi minuti  in zone più tranquille con strade secondarie davvero piacevoli.

Inevitabilmente iniziano subito le prime salite della giornata.

Il Garibaldi, gentilmente preparato dai Cicloidi, presenta la classificazione delle 30 salite in base ad un indice di difficoltà da 1 a 5 stelle, con l’aggiunta di 4 Muri neri chiamati MB (Minchia Bestia, ma che simpaticoni questi ragazzi). Ci manca solo l’ammonimento Dantesco “Lasciate ogni speranza voi che partite”.

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Mattia, che è il mio Foraggiatore di Ignoranza, mi ha convinto a non utilizzare il mio adorato titanio (per me come una coperta di Linus, sinonimo di affidabilità e sicurezza) ma la Wilier con tubolari e Lightweight, esattamente l’opposto.

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Inoltre, una volta avuto in mano il Garibaldi, mi convince a metterlo in tasca  “pedaliamo e basta, quello che viene viene”.

A malincuore seguo il suo consiglio, cerco semplicemente di memorizzare quando sarà il primo Muro nero MB, la famosa e temuta Erta Canina, tanto demonizzata dalla pagina Facebook creata dai Cicloidi per la Muretti.

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Le prime salite, affrontate con gambe ancora fresche e riposate, passano senza nuocere, seppur a ritmo blando riusciamo perfino a chiacchierare, una vera conquista!

So che a breve passeremo la famosa Piazza Michelangelo e la sosta per una foto ricordo è decisamente d’obbligo.

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Curiosa e simpatica è la richiesta di una coppia di cinesi che vorrebbe fare una foto ricordo con noi: la richiesta suscita la nostra ilarità e posiamo divertiti per il loro book fotografico.

La ripartenza dalla piazza è in discesa, poi una volta entrati in un caseggiato ricordo una svolta secca a sinistra e poi… l’inferno.

Ecco il racconto dettagliato del mio Calvario:

Sono davanti a Mattia, riconosco l’Erta Canina dalle foto viste su Facebook, ho ancora dei rapporti lunghissimi e non so più cosa fare, ricordo che i Cicloidi consigliavano di partire da sinistra e spostarsi successivamente a destra, piano piano la velocità scende, sento gli insulti di Mattia che mi dice di accelerare, non riesco a cambiare e la velocità scende di colpo ma riesco a tenere duro. Mattia insultandomi mi scarta a destra, io sento dei rami sulla sinistra che mi bloccano, sto soffrendo come un cane ma sento che ce la posso fare. Pedalo e soffro, pedalo e soffro, mi viene da piangere, non riesco a cambiare, ma sto salendo lo stesso. Mattia accelera di colpo e mi brucia, io continuo a rallentare, mi sposto sulla destra, dai che la salita sta per finire, vedo la fine, ce la sto facendo! Poi… il vuoto. A pochi metri dalla fine la ruota perde aderenza e sono costretto a mettere piede a terra. Con infinita delusione e amarezza al primo Muro Ignorante sono già sconfitto.

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Mi vien quasi voglia di tornare giù e rifarlo, ma meglio di no.

Arrivati al semaforo cerchiamo di riprendere conoscenza, Mattia mi chiede addirittura se ho un Ventolin. siamo messi bene.

Subito dopo la ripartenza incrociamo in senso opposto lo squadrone della Popolare, si dirigono verso Piazza Michelangelo. Nonostante l’odio più profondo che ho verso di loro a causa di Coppa Asteria è sempre un piacere incontrarli, il loro spirito e la loro esuberanza alcolica ti mette sempre allegria e buon umore!

Mentre li saluto tra me e me penso “ridete ridete, adesso vi tocca l’Erta Canina pure a voi”!

Continuo a seguire il consiglio di Mattia di tenere il Garibaldi in tasca, l’unica certezza che ho è quella del ristoro al km 56, e 4 salite da 5 stelle prima di esso.

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E proprio in questo frangente inizio a pensare che il suo consiglio è davvero utile: che mi importa di sapere nomi o difficoltà, pedalare fra queste colline toscane in piena raccolta di olive durante una giornata così bella e calda non ha prezzo, e la fatica non si sente. Tanto quando arriverà questo poker me ne accorgerò sicuramente.

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La prima salita arriva quando meno te lo aspetti, ma il morale è ancora alto.

La seconda la si fa, ma arrivati alla fontanella avresti più bisogno di una bombola di ossigeno.

La terza salita me la faccio con una bella chiacchierata con Daniele Cap.

Sulla quarta scatta la sfida in salita con Luca.

E arrivato al ristoro sono morto, mando a quel paese Mattia, tiro fuori il Garibaldi e subito mi chiedo: ma quante salite mancano? maledetti Cicloidi!

Il ristoro arriva davvero nel posto giusto al momento giusto, e soprattutto con tutto ciò che serve per rifocillare noi giovani scalatori di Muri. Pane e Nutella, Pane e Marmellata, taralli, mortazza, ancora un po’ e c’era pure la ribollita!

Consultando il Garibaldi mi rendo conto che siamo a metà, e il prossimo MB sarà al km 80, si chiama la Pastorella.

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Con Mattia cerchiamo di perdere meno tempo possibile, e ripartiamo alla svelta  assieme a un gruppo di Modena di nome Erman.Bike Lazy Team.

Pedaleremo assieme praticamente per tutta la seconda parte di questa Muretti.

Pur avendo ritmi diversi riusciamo ad incrociarci e ad aspettarci (ammettiamolo, saranno sempre loro ad aspettarci) ad ogni salita.

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Sono un gruppo molto compatto e socievole, la loro tipica parlata Emiliana li rende ancora più simpatici. L’unico rammarico che ho è stato quello di aver parlato davvero poco con loro, purtroppo destinavo tutte le mie energie fisiche ed intellettive alla pedalata e ne rimanevano ben poche da dedicare ad una parlata lucida e cosciente. Ora che sono di nuovo capace di intendere e di volere un ringraziamento particolare glielo devo sicuramente.

Ma ritorniamo a questa Pastorella: come può un nome così dolce e pacifico farti così male? Questo è davvero un mistero a cui non so rispondere.

Dopo una foto di gruppo con lo sfondo di Firenze ci prepariamo al gran finale: MB di Via Pietra, 5 stelle di Badia Fiesolana, e l’ultima sofferenza di giornata con il MB della Vecchia Fiesolana, e poi tutta discesa fino all’arrivo!

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Photo by Pasquale Salerno

Durante l’avvicinamento a questa triade malefica di Muri, Mattia in salita viene stretto da un auto e mette la ruota fuori strada, non riesce più a ripartire da fermo, sento che mi urla “Game Over” e lo vedo salire a piedi.

Non so perchè ma di colpo ho un flashback: ricordo un momento vissuto alla Parigi Brest Parigi, eravamo prima di Mortagne al km 900 circa, ci siamo dovuti separare perchè lui aveva un dolore al ginocchio, ricordo che era stato un momento difficile (bhe, per la cronaca, lui poi è ripartito, ed è arrivato a Parigi 14 minuti prima di me!). Ora però non lo abbandono, dopo qualche minuto di riposo e qualche parolaccia, piano piano sembra che si stia riprendendo.

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Insomma, ormai penso di conoscerlo bene, ed infatti a breve sarà di nuovo sui pedali a spingere più di me: io a salire a piedi sui sanpietrini, e lui di prepotenza ed arroganza a salire senza mettere piede a terra: ignorante di giornata!

Ora manca solo la Vecchia Fiesolana: bella bella bella, soprattutto perchè l’ultima!

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Che meravigliosa emozione arrivare in cima, mettere piede a terra, girarsi e vedere il cupolone del Brunelleschi! Le salite sono finite!

In cima ci aspettiamo tutti e dopo i complimenti generali, ci godiamo la meravigliosa discesa.

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Photo by Luca Stancari

Una volta entrati in città vagamente ricordo che sulla destra ci dovrebbe essere lo stadio Artemio Franchi e sulla sinistra Coverciano. A questo pensiero sento echeggiare nella mia testa una canzone di repertorio storica della tifoseria Viola, quella del Generale:

Non è un miraggio… Non è un miraggio… Roberto Baggio…. GOL!

Ciò che qualche km prima sembrava un miraggio ora è realtà: abbiamo concluso Muretti Madness e conquistato il Trittico!

Non potevo immaginare minimamente l’emozione che ho provato nel mettere questa meravigliosa medaglia al collo, una sensazione incredibile.

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Photo by Claudia

Ora è il momento di festeggiare e di godermi la festa e soprattutto il meritato Pasta Party innaffiato con birra.

E dopo le foto di ritiro (a malincuore mi rammarico per non essere riuscito a farla anche con Gio), dopo la Popolare inserisco di diritto nella mia Black List personale anche i Cicloidi. Non mi beccherete mai più!

A parte gli scherzi, un grazie particolare agli organizzatori (Gio, Popolare e Cicloidi) dei tre eventi, a tutti i volontari e a tutti gli sponsor, che hanno reso possibile questo sogno chiamato Trittico.

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  1. Matteo, racconto fantastico e trascinante come sempre…. alla fine mi aspettavo che festeggiassi con una bella chianina….😄😄😄

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