Muretti Madness 2018
Ottobre è davvero un mese meraviglioso per pedalare.
La stagione sta per terminare, la maggior parte dei progetti e sogni ciclistici programmati durante l’inverno precedente sono ormai realizzati o miseramente falliti, e la Muretti Madness è l’occasione perfetta per concludere in bellezza l’anno “sociale”.
Reduce e folgorato dal meraviglioso Trittico 2017, anche quest’anno non ho voluto mancare al Martesana Van Vlaanderen di GioPirotta, e a Coppa Asteria della Popolare. Come potevo saltare la Muretti Madness dei Cicloidi?
L’anno scorso, la trasferta fiorentina è stata un’esperienza meravigliosa, e anche quest’anno decido di replicare con un bel week end lungo venerdì-sabato-domenica.
Tutto bello felice e spensierato come in una bella pubblicità Barilla, sognavo da mesi questo evento, mi ero già fatto tutto il film: Firenze, Brunelleschi, belle mangiate, gli amici, il Cap da sverniciare in salita, insomma, tutto perfetto.
Il lunedì precedente alla Muretti però, mi è crollato il mondo addosso.

Mi sono consultato parecchio con Mattia in settimana: andiamo, non andiamo, andiamo, non andiamo, ma poi mi sono detto, ma chi se ne frega, per rispetto ai Cicloidi e a chi ha organizzato noi andiamo lo stesso, e partiamo comunque anche con la pioggia.
All’ultimo decido anche di cambiare bici e di portarmi il titanio, mi sento più sicuro sul bagnato, in passato di acqua con questa bici ne ho presa parecchia!
Mi sveglio di buon mattino, appena apro la finestra inaspettatamente mi accorgo che non piove, e che soprattutto le previsioni sono migliorate e non danno pioggia per tutto il giorno.
Il mago di Segrate ha esaudito le mie preghiere.
Mi vesto al volo e passo a prendere Mattia.

E’ ancora buio, appena arrivo da lui, con mio disappunto, lo trovo ancora in pigiama e Claudia per tranquillizzarmi mi offre un ottimo caffè che mi degusto sulla panca del bungalow.

La location della partenza, a differenza dell’anno scorso è cambiata, l’appuntamento è presso lo Student Hotel e OOO.outofordinary.
Appena entrato mi sono gasato parecchio, ma che spettacolo è questo posto?
La sensazione che ho provato è davvero particolare, per l’ambiente e il numero indescrivibile di bici parcheggiate mi sento di colpo catapultato in un paese nordico.

Il tema di quest’anno è “The Carla Fracci Connection” e confesso che per settimane mi sono chiesto il motivo, ma dopo aver ritirato il Garibaldi e aver fatto qualche domanda in giro ho la sensazione che il muro MB chiamato Carla Fracci sarà da temere parecchio.

I visi delle persone che si incontrano a questi eventi sono ormai familiari: ci unisce la passione e l’amore per i famosi “muri”, e questo sentimento fa sì che in questi ambienti si diventi tutti subito amici!
Tante persone le saluto subito, altre sicuramente avrò l’occasione di salutarle e di conoscerle per strada.
Prima di partire ci tengo particolarmente a salutare Giorgio, con un titanio Rewel simile al mio, e Fabio anche lui con una Scapin come Mattia: che incredibile coincidenza!


Il percorso punta subito verso Nord, ci allontaniamo repentinamente dalle vie più trafficate e larghe per inerpicarci in vie secondarie e strette.

Sulla salita di Ruffignano conosco Stefano, che mi accompagnerà per tutto il percorso, e Paolo, entrambi con maglia Enoica Wine Trail.

La prima salita nera MB di questa edizione è la Vecchia Fiesolana.
L’anno scorso era da affrontare sull’altro versante e, soprattutto, sul finale. Quest’anno, fortunatamente, con gamba fresca, scorre via liscia, per modo di dire.
Per festeggiare questo muro e l’amicizia appena nata, Stefano ci offre la colazione presso un bar di sua conosocenza che dice essere decisamente meritevole, e lo è per davvero! Grazie!


Dopo aver attraversato Fiesole e i quattro Muri di trasferimento, è il momento di affrontare il secondo Muro MB nero: Monteripaldi.
Ricordo un bello stradone largo e piacevole, di colpo il Garmin mi dice di svoltare a destra in una via strettissima e anonima, e poi di colpo l’inferno.
L’unico ricordo che ho di questa salita è la morte nelle gambe.
Fortunatamente a pochi km da Monteripaldi c’è il ristoro, siamo al km 50, decisamente al posto giusto nel momento giusto. Un sentito ringraziamento al team ristoro che ha salvato e rifocillato orde di ciclisti affamati.


La ripartenza dal ristoro si rivela la svolta della giornata, infatti mi unisco al gruppo formato da Gio, la Popolare e i Cicloidi.
Confesso che pedalare assieme a loro tre è un’esperienza che non ha prezzo, e mi sento decisamente un privilegiato.




Mi sento di colpo invincibile, ho la sensazione che assieme a questi colossi potrei arrivare fino in capo al mondo! Ma per ora mi accontento di essere scortato fino al muro MB della Carla Fracci, ombelico di questa edizione 2018!

Qualche km prima di questo Muro il Cap, con il suo carisma e temperamento, ordina al gruppo una sosta al Bar con queste parole: “fermi tutti, devo offrire a Matteo un Campari col bianco” e io accetto con grande entusiasmo.
Ma per quale motivo? Vuoi vedere che abbia davvero cancellato ogni rancore nei miei confronti? Mi rendo di colpo conto di aver sempre pensato male di lui e di tutta la Popolare intera, che gran Signore!
Non immaginavo minimanente cosa in realtà tramava nei miei confronti.




Non sono un gran bevitore, non ho la pluriennale esperienza dei maestri di cui sono al cospetto, e prima di ripartire, come immaginavo, perdo un filo di lucidità: non trovo più i miei 50 euro, dimentico gli occhiali nel locale, e per di più appena salito in sella mi viene la tentazione di impennare alla Peter Sagan, che meravigliosa sensazione, mi sento davvero invincibile!
Pochi km più tardi, al cospetto della Carla Fracci, sento che l’effetto di esuberanza alcolica e di delirio d’onnipotenza è ormai esaurito, e sento le gambe bloccate, maledetto Cap, maledetti Popolari!
La Carla Fracci diventa un incubo, e piano paino continuo a perdere terreno, ma non voglio mettere piede a terra!
Non so come, ma riesco a percorre tutto d’un fiato questo Muro, e dopo essere arrivato in cima, un senso di liberazione pervade il mio spirito.
Con Flavio ci confidiamo il senso di serenità che ora riempie il nostro spirito, la strada verso l’arrivo non avrà più grosse asperità, e mi godo finalmente il paesaggio inebriato dai fumi dell’alcol che non ho ancora smaltito.



L’ingresso in città ha un fascino ancora più particolare, pochi metri prima ero in strade collinari toscane splendide, e di colpo mi trovo catapultato nel giro di poche centinaia di metri nel traffico cittadino.
L’aria di festa e di gioia che si respira all’arrivo è meravigliosa, mi godo così l’abbondante e meritato pasta party annaffiato da due belle birre, ora alla faccia del Cap non devo più pedalare!


Incontro anche il mio amico Matteo, è un fan della mia cassa con musica che porto sulla bicicletta. A Coppa Asteria gli avevo promesso che a Firenze l’avrei portata, ma purtroppo viste le previsioni, avevo rinunciato.

Il momento del rientro a casa si avvicina, vado verso la bici e mi accingo a ripartire quando, improvvisamente, vedo arrivare il Lazy Team dell’ ERMAN.BIKE.
Che piacere rivederli! Abbiamo pedalato assieme l’anno scorso e da allora con alcuni di loro, pur essendo a distanza, abbiamo coltivato una reciproca stima e amicizia su Strava, Facebook e Instagram.
Parliamo davvero pochi minuti, ma l’amicizia che lega e unisce le persone in questi eventi è qualcosa di unico!

Ricordatevi della promessa che mi avete fatto, ci vediamo al Martesana!
Ora è giunto davvero il momento di rientrare a casa, non prima di aver fatto i dovuti ringraziamenti a Gio, Popolare, Cicloidi e a tutti gli splendidi fotografi volontari e sponsor che hanno reso possibile tutto ciò.

Si perchè il Trittico non sono tre gare di fila dove sembrerebbe di timbrare il cartellino e basta, sono invece esperienze di amicizia e aggregazione uniche, che in nessun altro tipo di evento si riescono a replicare.

Per il 2019 cosà faro?
Confesso di avere altri progetti che mi porteranno via testa e tempo, e non so se rifarò le gare del Trittico.
Ma questo l’ho pensato fino a quando ho ricevuto questo commento su Instagram:

Impossibile resistere al fascino del Trittico, l’anno prossimo ho deciso che lo rifarò di nuovo, ovviamente tutto con divisa da Ciclononno Mapei.
Ogni promessa è debito!

Traccia Strava a questo link

Strepitoso racconto.
Oltre a farmi venire il fiatone e una certa stanchezza alle gambe, ho assaporato anch’io l’aperitivo, gustato il rientro in città e accarezzato l’idea di iscrivermi il prossimo anno!
Grazie Luca! Con il tuo allenamento ci saresti riuscito senza problemi! Si dai, iscriviti l’anno prossimo, iniziamo con MVV
Racconto piacevole come sempre….alla fine ho asciugato il sudore….
Complimenti Matteo 💪🏻
Grazie Paolo! Questa volta ho seguito il tuo consiglio e ho guardato meteo dell’aeronautica. 3 giorni prima dell’evento davano sole, mi sono fidato e sono stato premiato. Grazie per la dritta!
Grande e sarcastico il giusto come sempre! Mi segno le date del Trittico, ma alla Coppa Asteria del 2019 vorrei proprio riuscire ad esserci, è anche vicino casa!
Grazie MOG, il Trittico è una bellissima esperienza, assolutamente da provare! O lo ami o lo odi. Dai, incontriamoci anche prima al Martesana Van Vlaanderen