Vita da Bike Commuter

Quando ho iniziato a lavorare, da buon milanese imbruttito, il mezzo che utilizzavo per andare al lavoro era un grande classico: auto o moto.

Il tempo che impiegavo per questo trasferimento poteva variare dal quarto d’ora all’ora. Sempre in balia della variabile traffico, qualcosa di incontrollabile, che poteva farti cambiare l’umore in maniera repentina e senza preavviso.

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Questa storia è andata avanti per anni, fin quando un giorno, mia moglie, l’ecologista della famiglia, mi disse: “ma perchè non vai al lavoro in bici come me?”.

Credo non immaginasse che cosa avrebbe scatenato in me, mi ha cambiato la vita, decisamente in meglio ovviamente.

Inutile che mi metta a snocciolare tutti i benefici fisiologici e psicologici che porta l’attività fisica quotidiana, immagino che ora li sappiano anche i muri, ma il fatto di non dipendere più dal petrolio è qualcosa che non ha prezzo, una specie di Nirvana!

La bici da Commuter che utilizzo ha un valore stimato che si aggira attorno ai 20 euro (25 euro al massimo), è talmente brutta e arrugginita che una volta Daniele mi disse che per poterla utilizzare bisogna fare l’antitetanica.

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Ma nessuno può immaginare il valore affettivo che ha per me, soprattutto per tutte le ore che ho passato sopra di essa: quanti sogni, pensieri, idee, ragionamenti, canzoni, sono passati mentre pedalavo semplicemente andando e tornando dal lavoro.

Sono un grande appassionato di statistiche ciclistiche, ma non ho mai registrato nulla con GPS con quella bici. Ho semplicemente montato un contachilometri Decathlon entry level da 10 euro, tra il resto nemmeno subito ma dopo qualche anno di utilizzo della bicicletta, e quello che mi segna in questi giorni è un traguardo particolare: 50.000 km!

Dati alla mano sono circa 7000 euro risparmiati in benzina e ben 6 tonnellate di CO2 in meno emessi nell’aria! (ringrazio Andrea per avermi calcolato il dato sulla CO2)

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Ma soprattutto non dimentichiamo una cosa: sono stati 50.000 km in meno di una macchina in giro per Milano a creare traffico!

Non c’è giorno dell’anno in cui non vada al lavoro in bici, possono esserci 40 gradi, può nevicare, può esserci un temporale amazonico ma, cascasse il mondo, io vado al lavoro in bici!

Non è una questione di integralismo ciclistico, ma le rare volte in cui sono stato costretto ad andare al lavoro in auto per varie vicissitudini indipendenti dalla mia volontà, la mia giornata è stata diversa: più nervoso, più insopportabile, più insofferente verso tutto e tutti.

E soprattutto ricordatevi che, come dimostro in questo video, il mezzo più sicuro per andare al lavoro durante una tempesta di neve, non è il Suv o un’auto con le gomme termiche, ma la classica bici da passeggio!

Il finale del video è da premio oscar!

La vita da Bike Commuter purtroppo non è tutta rose e fiori: i poveri ciclisti sono quotidianamente in balia di automobilisti indisciplinati, che considerano inspiegabilmente le bici un intralcio e non un’auto in meno davanti a loro.

Gli insulti che mi sono preso non li conto neanche, le precedenze che non mi sono state date rischiando l’investimento sono all’ordine del giorno.

Ringraziando il buon Dio sono finito in ambulanza solamente due volte cavandomela con pochissimi danni, al contrario di altri colleghi ciclisti che purtroppo hanno perso la vita nel traffico cittadino.

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Per correttezza devo però fare anche ammenda, uno stinco di santo non lo sono stato nemmeno io. Io ci metto tutta la buona volontà ma devo confessare che alcune manovre azzardate le ho fatte pure io, qualche controsenso mi è scappato, qualche semaforo rosso mi è capitato di saltarlo. Insomma, chiedo scusa a tutti gli automobilisti e pedoni che ho fatto arrabbiare in questi anni perchè le colpe le abbiamo entrambi.

La vita da Bike Commuter può sembrare una vita ingrata e faticosa, ma se avete la forza di superare il primo scoglio iniziale per pigrazia, e le prime difficoltà di costanza per la fatica, sarà una vita che vi darà tante soddisfazioni e benefici.

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Gli ultimi 3 consigli che vi voglio dare sembrerebbero semplici e banali, ma spesso si sottovalutano.

1- Indossate sempre il casco! Questo piccolo, ed ormai economico gadget potrebbe salvarvi davvero la vita.

2- Non lesinate mai sul lucchetto. Per esperienza consiglio quello a U, e ricordatevi di legare sempre il telaio e non solo la ruota ai pali.

3- Controllate sempre il palo a cui legate la bici, deve essere ben ancorato a terra, altrimenti il lucchetto più potente del mondo non servirà a nulla.

Che dire… Buon divertimento!

0 Comments

  1. vai matteo,
    è proprio il mio pensiero. ho, a proposito, coniato questo motto:
    la bici risolve tutti i problemi di una città: traffico, inquinamento, stress, infelicità, incomunicabilità, mancanza di empatia verso gli altri…
    si potrebbe pensare seriamente ad una proposta di chiudere al traffico veicolare le aree ricomprese nella linea della 90/91: ammesse solo le bici…..
    Grazie e un saluto affettuoso,
    ale

  2. Come sempre avvincente e questa volta convincente…. io ho testato di andare a piedi ( passo svelto ) a lavoro, 6km. Devo dire che è stato entusiasmante… l’ho fatto per alleggerire la zavorra ma direi che ne ha giovato anche la psiche . Dovrò riprendere questa sana abitutine e per gli automobilisti un’auto in meno davanti 😄

  3. Il mio progetto è sempre stato quello di definire quattro assi stradali che taglino.
    Milano si presta bene
    uno da Nord verso il centro 1 da sud verso il centro uno da ezt verso il centro e uno da Ovest verso il centro.
    Semplice si chiudono dalle 7:00 del mattino fino alle 11:00 per poi richiuderli dalle 14:00 alle 18:00
    Sì possono variare anche gli orari. In gergo una freecar Road
    in questo modo il ciclista sa che ha una dorsale stradale a lui dedicata
    Ma non solo alle biciclette ma anche ai pedoni ai disabili una strada chiusa senza pericoli
    Non deve essere per forza un viale enorme anche una strada parallela

  4. Che invidia andare al lavoro in bici anche quando piove. Da quando mi devo vestire da pinguino questo non posso più farlo! Comunque potresti anche mettere quanto hai risparmiato non scegliendo i mezzi. Fai conto almeno 330€ annui (abbonamento annuale).

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