SportVerona 300 – Fiumi e Laghi

Quando nei mesi invernali ho programmato gli appuntamenti del 2019, confesso che mettere un 300 km a marzo con partenza alle 23 di sabato sera, mi ha  gasato parecchio, aumentando l’attesa per questo evento.

Giorgio (detto Musseu) e Simonetta hanno ideato e realizzato un circuito di 4 Randonne con le 4 distanze classiche (200 300 400 e 600 km) per qualificarsi alla Parigi Brest Parigi, chiamato SportVerona e i Magnifici Quattro.

Per Problemi di compatibilità di calendario e impegni, potrò partecipare ai soli due brevetti da 300 e 400 km.

Confesso che, la voglia di cambiare zona geografica e soprattutto incontrare tanti amici e gente nuova, fa accrescere ancor di piu’ l’attesa.

E’ sabato sera, dopo una cena veloce, raggiungiamo Villa Guerrina a Montorio (VR) dove è posto il quartier generale.

Dopo la registrazione torniamo alla nostra auto, dobbiamo ancora vestirci e rimontare le bici.

Siamo in anticipo e cerchiamo di prendercela con molta calma, ridiamo e scherziamo, smorzando, forse, la tensione che comunque rimane sempre alta.

Durante il processo di preparazione notiamo che abbiamo attirato l’attenzione di una famiglia che, incuriosita, si avvicina a noi e inizia a farci domande sul nostro giro in bici.

E’ sempre bello vedere come i curiosi reagiscano a queste nostre pazzie ciclistiche, ma loro sono talmente “presi” e affascinati che ci portano addirittura un caffè per tenerci ben svegli durante la prima parte della nottata in bici.

La generosità di questa famiglia ci ha colpito di cuore, grazie!

Una volta vestiti e preparati raggiungiamo la partenza, e ci mettiamo in coda, fra gli ultimi come sempre, ormai è una nostra tradizione.

So che a questa Rando ci sono tanti amici che seguo sia su facebook che su altri blog, in particolare Cinzia e Marco, mi piacerebbe incontrarli di persona, anche se in mezzo a 400 ciclisti non sarà semplice.

In coda vengo raggiunto e salutato da un amico particolare, Fausto.

Photo by SportVerona

Fausto è davvero una persona speciale. Ci conosciamo in maniera “virtuale” ormai da anni, è stato lui a trovarmi tramite il mio blog, e da lì è nata questa profonda amicizia e stima reciproca, conoscerlo di persona è come incontrare un vecchio amico.

Alla partenza sono accanto anche a Reny, con la sua Colnago in titanio, un Randagio con un’esperienza incredibile, ed è piacevole scambiare quattro chiacchiere anche con lui.

Con Reny

La partenza è fissata per le 23, e prevede una passerella per le strade di Verona e una foto ricordo di gruppo davanti alla famosa Arena, simbolo della città, da li in poi parte l’avventura.


La prima parte di percorso si snoda principalmente su strada ciclabile in direzione Mantova dove dopo 80 km circa, ci sarà il primo controllo ristoro.

Inevitabilmente partendo tutti assieme si formano grossi gruppi di ciclisti, le ciclabili hanno di natura una carreggiata più stretta, e la velocità con cui si percorrono i primi km è quindi neutralizzata: nessuno supera, nessuno viene superato, tutti in fila indiana.

Ad ogni curva, rallentamento o palo è un continuo scatto e frenata per non sgranare il gruppo.

Questa prima parte di percorso confesso di non essermela goduta in maniera del tutto tranquilla e piacevole. L’attenzione e concentrazione impiegata nel non commettere errori di guida, che averebbero potuto compromettere l’intera Rando, mi ha distolto dal piacere di godermi queste strade secondarie e il profumo della notte.

Dopo 80 km arriva però la svolta.

Mantova

Di colpo nel buoi vedo comparire la sagoma di una città illuminata, la riconosco, è Mantova!

L’ingresso in città avviene tramite il ponte sul fiume Mincio, e l’emozione che si prova pedalando in questo frangente è davvero enorme, mi sento catapultato di colpo nel Rinascimento italiano.

Ci fermiamo per il timbro al bar Bibiena dove, con una rapidità incredibile, i gestori del locale rifocillano noi Randagi affamati di cibo e calorie.

Cappuccio, focaccia e brioches sono d’obbligo, e mentre ci riposiamo al tavolino vedo arrivare Fausto con un suo compagno di pedalata, Lorenzo. 

Lorenzo dice di essere un nostro follower ed entrambi mi dicono che grazie a qualche articolo hanno trovato parte del loro entusiasmo per l’avventura di preparazione che li porterà a Parigi, che grande soddisfazione per me e Daniele!

Con Lorenzo

Dopo questa pausa veloce ripartiamo ancora più carichi.

I gruppi di ciclisti ora partono più sgranati e la ciclabile fa meno paura e risulta finalmente piacevole.

Da Mantova infatti imbocchiamo la famosa ciclabile che porta a Peschiera del Garda, il fiume Mincio di lato ci fa compagnia e la temperatura si abbassa notevolmente.

Il freddo che percepiamo ora è pungente, abbiamo pure scelto di tenere i guanti corti, ma la bellezza di questa parte, percorsa in notturna, rinfranca il nostro animo e anestetizza il freddo mattutino.

In men che non si dica siamo subito a Peschiera, e dopo aver passato lo splendido centro cittadino ancora ovattato dal buio, ci dirigiamo verso Bardolino dove è posto il secondo controllo ristoro.

Raggiungiamo il Becycle Bike cafè al km 140, e dopo il timbro della carta gialla cerchiamo di ordinare qualcosa al bar, ma con un po’ di sfortuna, ci rendiamo conto di essere arrivati nel momento di massima affluenza, e i due poveri gestori del locale fanno un po’ fatica a star dietro a tutte le nostre richieste.

Con po’ di pazienza attendiamo il nostro cappuccio e super toast e non importa se ci siamo fermati mezz’ora, alla fine una pausa ci voleva.

Ripartiamo ancora con l’ultimo buio della notte, ma non appena imbocchiamo la strada che costeggia il lago di Garda, mi volto per vedere la luna, e subito scorgo le prime luci del mattino.

Nella mia mente parte una canzone di Baby K “…voglio vedere le luci dell’alba cambiare colore…”, è decisamente questo il momento giusto per cantarla.

Ci dirigiamo ora verso nord, siamo sulla costa destra del lago, abbiamo un leggero vento contrario e sfruttiamo la scia di un gruppo di ciclisti, il Team Extremes.

Non li abbiamo ringraziati di persona in bici, ma vorrei farlo ora pubblicamente, perchè ci hanno dato un bel passaggio in un momento in cui iniziavamo a sentire la stanchezza.

Arrivati a Torbole finisce il lago, siamo circa al km 200, ed una volta attraversato il ponte sul fiume Sarca, svoltiamo verso destra imboccando la ciclabile nella valle che prende il nome dal fiume.

Ormai è giorno, il sole ora è già alto, e la Randonne cambia di colpo forma e colore.

Siamo in pieno Trentino Alto Adige, e le montagne ci fanno compagnia con le loro prime salite.

Aveva proprio ragione Giorgio su Facebook, quando descriveva questo percorso: facile facile, e di una bellezza da togliere il fiato!

La punta più a Nord di questo percorso la tocchiamo costeggiando il Lago di Cavedine, una meraviglia della natura, che con questa giornata nitida e tersa rifocilla animo e muscoli a tutti noi ciclisti che stiamo pedalando ormai da un discreto numero di ore.

Ora però non ci interessa più il paesaggio, chi se ne frega, siamo in fase “odore di salamella che ti perfora lo stomaco mentre pedali”, vogliamo solo mangiare e raggiungere il prima possibile l’ultimo controllo al km 230.

Dopo un’ultima salitella finalmente raggiungiamo il tanto atteso controllo di Loppio al Bicigrill Duchi’s. E’ giunto il momento del Carbo Power!

Beviamo e mangiamo! Beviamo e mangiamo fino a quando non facciamo una pausa anche per il cibo, ma sentiamo che un piccolo languorino lo abbiamo ancora, che fare? chiedo a Daniele “ci prendiamo ancora un panino? lo vuoi? a che gusto?” la sua risposta è stata “Sorprendimi!”.

Io mi sono sentito come il topolino Remy, nel film Ratatouille, dovevo sorprendere Daniele, ma come? Con l’aiuto della gentilissima gestrice del locale, chiedo consiglio e eccetto la sua proposta per due mega panozzi con carne cruda, olio e formaggio.

L’espressione di Daniele quando ha addentato il panino era esattamente quella di Anton Egò: ero riuscito a sorprenderlo!

Anton Egò

Durante questa pausa ho l’occasione anche di salutare e chiacchierare con alcuni amici.

Incontro il grande Cecilio, capitano della Nazionale sempre in forma, e con il suo inconfondibile sorriso facciamo una foto assieme.

Sta preparando la sua quinta partecipazione alla Paris Brest Paris, che mito!

Con Cecilio

Incontro anche l’amico Pietro, con cui non sono riuscito a fare la foto, sarà per la prossima volta.

Ora la felicità è massima, pancia piena, cari amici incontrati, sole, caldo, mancano solo 80 km, cosa volere di più dalla vita?

Di colpo però il mio sorriso si spegne e sento il mio volto incupirsi.

Vedo due ciclisti con cappellini Popolari. Sento che la giornata di colpo si sta guastando, ma cosa vogliono questi guastafeste?

Mi avvicino per sincerarmi, chiedo se sono dei veri Popolari, ma fortunatamente mi rispondono che non lo sono, ed allora il sorriso torna immediatamente sul mio volto.

Quando mi chiedono se sono un Popolare pure io, sento che è giunto il momento di palesarmi: “io non sono un Popolare, io sono il nemico numero 1 della Popolare”.

Detto ciò, la loro storia su Instagram dice tutto.

Prima di partire ci togliamo il guscio di vestiti che ci ha accompagnato per tutta la notte e per tutta la prima parte della mattina. Ora abbiamo un solo obiettivo arrivare agili e tranquilli.

Sulla strada incontriamo anche un carissimo amico, Umberto, lo avevamo conosciuto alla Parigi Brest Parigi del 2015, che piacere rivederlo! E’un osso duro, con soli 200 km nelle gambe nel 2019 si è avventurato in questa esperienza da 300 km, che stima!

Stiamo percorrendo la Val d’Agige, costeggiando una zona piena di vigneti meravigliosa, fino a quando l’imprevisto arriva: foratura dietro.

Che sfortuna, proprio qualche ora prima dicevo che non bucavo dal 2016 alla Milano-Roma, ma che gufata mi sono tirato?

Mentre riparo la camera vengo superato e raggiunto anche dai due ciclisti pseudo Popolari che mi sbeffeggiando inneggiando alla loro squadra del cuore.

Va bhe dai, questa pausa ci sta, soprattutto perchè è l’occasione di parlare con Umberto e soprattutto parlare un po’ male di Mattia, il grande assente di giornata.

Ora mancano davvero pochi km, e dopo un passaggio veloce in Valpolicella l’ultima difficoltà della giornata è la salita delle Torricelle, a 5 km dall’arrivo, ormai è fatta!

Mai dirlo.

Mi distraggo un attimo e pum… prendo un buco.

Altra foratura, che a pochi km dall’arrivo ti rode ancora di più.

Che gufo che sono!

Sempre commovente è vedere come i tuoi compagni di pedalata si prodighino nell’aiutarti nel momento del bisogno, grazie.

Arriviamo a Montorio che sono circa le 14, e ci godiamo il meritato ristoro a base di pasta fagioli e colomba assieme a tutti gli altri compagni di avventura.

Che Randonnee fantastica!

A questo punto non vedo l’ora di essere di nuovo qui per la 400 ad aprile!

Dopo esserci rifocillati al pasta party e fatta una doccia rilassante ci dirigiamo verso la nostra auto, dove subito, la famiglia che ci ha fatto compagnia la sera prima, viene a chiederci il racconto e le emozioni vissute durante questa avventura appena trascorsa. Li rimando al racconto dettagliato sul mio blog.

Ma la vera ciliegina sulla torta sapete quale è stata?

Ovviamente il Kudos su Instagram del Pippy!

https://www.strava.com/activities/2237912735

17 Comments

  1. ti ho letto con piacere e anche se un po di invidia mi prende nel tuo racconto, sono felice di rivivere nelle tue descrizioni gran parte delle sensazioni che ho vissuto pedalando come voi. ora mi trattengo dal percorrere le vostre imprese ma ti assicuro il mio incitamento a queste magnifiche avventure. Vai Vai Vai Matteo e che il Titanio sia con te… e con tutti voi!

  2. Sempre una meraviglia leggerti, in più stavolta c’erano anche le foto del mio lago. Prima o poi le nostre strade si devono incontrare!

  3. Come sempre e’insuperabile – quanto il tuo odio per la Popolre -la tua capacità di raccontare queste imprese…provo una sincera profonda i commensurabile INVIDIA…grazie per avermiportato sul canotto della tua bici anche questa volta…(meno male che non c’era il Mattia -ma quetsta e’ un’altra storia….aaahahah

    1. Gianmario grazie per le belle parole. Sono io invece che provo invidia per te, per la tua persona e per i tuoi impegni, Mattia mi ha parlato molto di te. Sabato abbiamo la 400, tranquillo, questa volta ci sarà anche lui!

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