L’Eroica 2021
Arrivato alla mia terza partecipazione all’Eroica posso dire di avere due certezze:
La prima: bisogna avere delle scarpe comode, perchè ci sarà molta strada da fare a piedi.
La seconda: nella preparazione della bicicletta bisogna essere il più ossessivi compulsivi possibile, senza lasciare nulla al caso, in parole povere, bisogna avere una bici “Ciclisticamente Perfetta!”
Ma partiamo dall’inizio. Tutto è iniziato con l’iscrizione a dicembre 2019 ma ci ritroviamo a Gaiole in Chianti (per ovvi motivi) quasi 2 anni dopo questa scelta. Un’eternità, ma poter essere finalmente qui, sembra davvero una svolta ma soprattutto un punto di ripartenza verso la normalità delle nostre vite.
Per questa trasferta Toscana siamo in quattro: io, Davide, Giovanni (Juan Fignon) e Giovanni (Acciughino).

Simpatica è la storia di Acciughino. L’edizione precedente si era iscritto al percorso da 80 km, mentre quest’anno voleva puntare più in alto. Iscritto al percorso da 106 km di domenica, è stato pacificamente invitato a cambiare programma (tipo: “vieni con noi, punto”) per completare tutti assieme il percorso da 135 km (crete senesi) del sabato.
Per il pernottamento il gruppo si spezza in due, i due Giovanni in un Loft Extra Lusso 5 stelle con sauna e idromassaggio. Io e Davide invece, preferiamo una dimora più umile scegliendo il campeggio, allestito per l’evento nel centro sportivo di Gaiole, più scomodo per dormire ma a pochi passi dalla partenza. Unica critica che mi sento di fare, è quella di averci fatto pagare a giorni invece che a notti (arrivando il venerdì sera, ed andando via la domenica mattina, in tutto il mondo ci avrebbero fatto pagare 2 notti, invece non so per quale motivo, abbiamo pagato 3 giorni, mistero).
Gaiole in Chianti è un piccolo borgo del chiantigiano, che durante L’Eroica, diventa fulcro internazionale del Ciclismo Storico.






Passeggiando per le vie del paese, si possono incontrare personaggi eccentrici o con abbigliamento storico ricercato. Per non parlare delle biciclette, mezzi di ogni età e dalle caratteristiche più disparate. I più maliziosi potrebbero dire che si respiri aria di “vecchio”, in realtà, per i veri appassionati, quest’aria è pura poesia.
Non nascondiamolo, Giancarlo Brocci, e tutti gli organizzatori ci sanno davvero fare, perché se ogni anno, così tanti appassionati di tutto il mondo si dà appuntamento in questo luogo, un motivo c’è. E anche io ci sono cascato di nuovo.
Venerdì sera, fra una bancherella e l’altra, decidiamo di cenare in paese. Si unisce a noi anche la simpatica Katia , amica di Davide del gruppo Cassinis. Lei l’indomani farà il lungo: niente vin santo per lei, glielo beviamo tutto noi!
Subito dopo cena decidiamo di ritornare in campeggio per sistemare le ultime cose, abbiamo ancora i vestiti da preparare e fare un’ultimo controllo delle bici, con relativa gonfiata finale alle gomme, che nel pomeriggio ci sembravano anche un po’ sgonfie. D’altronde il mio proposito iniziale era chiaro: le bici devono essere Ciclisticamente Perfette!
E così, all’improvviso, Davide sfodera il suo ultimo acquisto, che con lo spirito Eroico non ha nulla a che vedere: una super tecnologica pompa elettronica. “Guarda, imposti la pressione sul display, colleghi il cavo alla valvola della camera d’aria, premi il tasto, e Taaaaacccc il motorino parte e fa tutto da solo!” Prodigio della tecnologia!
PRRRRRRRRRRRR parte il motore….
Sono le 21.30, il campo da calcio è gremito di tende, e non si vede anima viva in giro. La ruota anteriore della bici di Davide è fatta, partiamo con quella dietro per poi procedere successivamente sulla mia bici, ma un dubbio amletico sorge spontaneo nel suo spirito “Matteo, ma non è che secondo te diamo fastidio? non è che svegliamo qualcuno con questo rumore?”, in maniera spontanea gli replico “ma chi vuoi che dorma? solo le galline vanno a letto a quest’ora? non vedi che non c’è nessuno in giro?”



SWISHHHHHHHH cerniera di tenda che si apre……..
Una gallinaccia stava effettivamente dormendo e sbotta in maniera isterica contro di noi “LA DOVETE SMETTERE CON QUESTO RUMORE! CI AVETE SVEGLIATO! DOMANI MATTINA CI DOBBIAMO SVEGLIARE PRESTO!”
Umiliati e colpiti nel nostro orgoglio, abbandoniamo il proposito “Bici Ciclisticamente Perfetta!”. Con le gomme delle bici semisgonfie entriamo con le orecchie basse in tenda, ci lasceremo andare come sempre al nostro destino. Confideremo nella buona sorte.
La partenza del nostro percorso è fissata per le 6 di domenica mattina. Abbiamo appuntamento con i due Giovanni per le 5.45, ma a causa loro, partiamo in leggero ritardo (avranno sicuramente usufruito di qualche servizio extra del loro Loft Extra Lusso 5 stelle con sauna e idromassaggio).

I primi km iniziali sono tutti asfaltati, e scherzosamente vengo preso in giro dai miei compagni, che ricordano quando nel 2016 bucai il primo tubolare proprio pochi km dopo la partenza (il primo di una lunga serie, edizione per me infausta, ecco il racconto a questo link).
Come per incanto, ecco arrivare il primo e forse più suggestivo settore di sterrato: il Castello di Brolio.
Suggestivo perché si percorre questa salita ancora al buio, e per rendere l’atmosfera ancora più poetica, a bordo strada vengono accesi dei lumini per far risaltare ancor di più la strada bianca. Effetto estremamente incantevole.




Prima di partire ero consapevole del fatto che per mia negligenza, non avevo sostituito i pignoni della ruota libera con qualcosa di più agile, ma scoprire che alle prime pendenze importanti, il cambio dietro non mi tiene nemmeno il poco di agile che avevo, è davvero demoralizzante.
Maledetto a me e alla bici Ciclisticamente Perfetta.
Il percorso ora punta verso Siena, e il passaggio in Piazza del Campo per un set fotografico completo è obbligatorio.
È bello osservare come i ciclisti esteri siano affascinati da questa splendida piazza, teatro del famoso palio. Noi saremo anche abituati alle bellezze della nostra bella Italia, ma immedesimandomi in uno straniero, mi rendo conto di quanti tesori custodiamo nel nostro bel paese.






Il buon umore regna ancora sovrano, le strade bianche e le salite continuano a susseguirsi senza sosta, e prima di arrivare al primo ristoro di Radi, supero il punto in cui nel 2016 avevo distrutto pure il cambio. Passando in questo luogo senza aver ancora rotto nulla, ma ancor di più senza aver mai bucato, mi fa venir voglia di festeggiare a mani alzate verso al cielo come se avessi vinto una gara! Che gufata che mi sto tirando!


Nonostante il Covid obblighi necessariamente ad alcune restrizioni, riusciamo a goderci il ristoro quasi come i vecchi tempi. Inoltre un buon bicchiere di vino, non ce lo leva nessuno!
La mia memoria ora mi fa dimenticare i nomi di tutti i paesi incontrati, ricordo solamente il quinto e sesto settore di sterrato. Veramente, ma veramente tecnico quest’anno il percorso, in particolare le discese.


Prima del controllo di Asciano, vengo richiamato al telefono da Acciughino. È poco dietro di me, ha bucato e mi chiede gli attrezzi della mia borsettina.
La sua purtroppo non è una semplice foratura, il copertoncino è letteralmente esploso, urge obbligatoriamente sostituzione completa per ripartire, ma non lo abbiamo. Siamo in una zona isolata, e il primo centro abitato è lontano. Cosa fare?
Non abbiamo nemmeno il tempo di capire come risolvere il problema quando all’improvviso, da una nuvola di polvere, ecco comparire un angelo: l’ammiraglia Vittoria!

In men che non si dica, i due super meccanici, sostituiscono gratuitamente copertoncino e camera d’aria, incredibile! Grazie Vittoria Italia!
Ora il ristoro di Asciano è sempre più vicino, ma la sfortuna ci mette ancora i bastoni fra le ruote con due forature consecutive di Juan Fignon. Casualmente l’ammiraglia Vittoria è di nuovo di passaggio, e le camere d’aria sono di nuovo gratuite. Immensa Vittoria!
Finalmente arriviamo nella piazza di Asciano, dove è allestito il rifornimento. Per percorrere questi ultimi 5 km abbiamo davvero impiegato un’eternità.
Come un pazzo vado alla ricerca disperata di Ribollita, non è Eroica senza averla assaporata. Finalmente la trovo, la Pro Loco locale è davvero fantastica, e con l’aggiunta di un prelibato pezzettone di cipolla cruda, integro, assieme ad un altro bicchiere di ottimo vino, tutte le fatiche spese.
La stanchezza inizia a farsi sentire, e Acciughino si accascia a peso morto nel prato in modalità risparmio energetico. Io Davide e Juan Fignon scherzosamente lo prendiamo in giro mangiando.
In questo ristoro faccio un piacevole incontro: Matteo dei Popolari. Notoriamente non corre buon sangue fra me la sua squadra, ma lui è un personaggio a parte, un vero amico. Sta facendo il percorso lungo, e osservando il suo strepitoso mezzo, una Bianchi Folgorissima del ’48 con cambio Campagnolo a una stecca, 49 fisso davanti e 24 come rapporto più agile dietro, mi rendo conto che sta compiendo una vera impresa Eroica in tutti i sensi. Grandissimo!


La ripartenza da questo ristoro segna un momento cardine dell’Eroica, ci stiamo avvicinadando al settimo settore di sterrato, quello che porterà al temutissimo Monte Sante Marie.
Il sogno della mia vita è sempre stato poter percorrere pedalando questo settore, ma anche questa volta, sono costretto a inchinarmi a questi muri violenti. La mia Bici Ciclisticamente ImPerfetta mi costringe a farmi tutto il tratto a piedi. In compenso però, ho la possibilità di godermi lo splendido paesaggio passeggiando comodamente.
Notiamo con stupore che quest’anno il numero di ambulanze in assistenza è maggiore rispetto alle edizioni precedenti, forse per la pessima condizione delle strade bianche? quest’anno i solchi formati dalle cospicue piogge dei giorni precedenti ha messo a dura prova la tenuta di strada di tutti noi Eroici.






Acciughino ora è in leggera difficoltà. Ci fermiamo spesso ad aspettarlo, ma notiamo che è in ansia per non volerci rallentare troppo, vuole soffrire da solo. Non è semplice staccarci da lui, non vogliamo abbandonarlo al suo destino, ma a volte può essere di stimolo vivere questi momenti con i propri tempi. Ci rivedremo all’arrivo!
Il ristoro di Castelnuovo Berardenga non riusciamo a godercelo come si dovrebbe, nuvole minacciose di pioggia si avvicinano rapidamente, decidiamo quindi di non perdere tempo prezioso. Dopo una bella scorta di pane olio e pane vino e zucchero, ripartiamo dritti verso Gaiole!
L’ultimo settore di sterrato è davvero una formalità, e dopo aver valicato l’ultima asperità di giornata su strada asfaltata, ora è davvero tutta discesa fino all’arrivo ed alla imperitura gloria donata dalla medaglia al collo.
Proprio qualche minuto dopo il nostro arriva anche lui, Acciughino! Anche questa Eroica, in una maniera o nell’altra, ce la siamo portata a casa tutti quanti!

I due Giovanni però sono costretti a ripartire subito verso casa, mentre io e Davide, partendo l’indomani, ci godiamo ancora il sabato sera di baldoria.
L’edizione di quest’anno infatti, per la prima volta, è stata spezzata in due giorni, e quindi per le vie del paese si mescolano persone appena arrivate dal percorso lungo e medio, a quelle pronte a partire l’indomani per i percorsi più corti. La festa continua!
All’improvviso però, ecco il colpo di scena: io e Davide siamo seduti su una panchina, panino e birra in mano, osserviamo passare bici e personaggi bizzarri quando all’improvviso
GOSHHHHHHHH….
due ragazze si fermano ed esordiscono dicendoci: “lui è Davide, mentre tu non abbiamo ancora capito come ti chiami, visto che ogni 5 secondi continui con Davide… Davide….Davide….. non sarai mica per caso Segugio Randagio?”
Io e Davide ci guardiamo e ci chiediamo chi possano essere, entrambi non abbiamo idea di chi siano queste pazze.
Ma poi ecco risolto il mistero: “Scusateci, siamo le due isteriche che vi abbiamo sgridato ieri sera, volevamo chiedervi scusa”.
E le imprecazioni contro di loro per averci fatto partire con le gomme sgonfie e le bici Ciclisticamente ImPerfette finiscono tutte in una fragorosa risata. La pace è sancita, e siamo di di nuovo tutti amici, soprattutto quando una di loro ci confessa che, a controllo di Asciano, ha mangiato 4 porzioni di Ribollita! Eroica!
Dopo questa meravigliosa carrambata, ci ritiriamo nelle nostre tende, dove nel giro di pochi secondi collassiamo nei nostri freddi e umidi sacchi a pelo. Questa volta non abbiamo nessuno da svegliare, e la serata si conclude in sordina senza nessuna strigliata scoppiettante.

L’indomani, svegliandoci con calma, facciamo colazione in paese, dove la festa continua senza sosta. Notiamo che i partecipanti ai percorsi della domenica sono più curati nell’abbigliamento, e il lato goliardico di questo evento traspare ancor di più.
Giunge inevitabilmente il momento di smontare la tenda è tornare a casa, e come capita spesso per questi eventi, la partenza lascia sempre nell’animo un briciolo di malinconia.
Durante il viaggio di ritorno in auto, ci colleghiamo con il telefono su Rai Sport. Oggi si correrà un’edizione Eroica della Parigi Roubaix, non vogliamo perdercela per nulla al mondo.
Il risultato finale poi, sono sicuro che non lo dimenticheremo tanto facilmente.

Un ringraziamento particolare a Davide per le bellissime foto.






