Outskirts. Addio al celibato Edition

Quando l’anno scorso io e Luca non riuscimmo a partecipare all’addio al celibato di Michele, ci ripromettemmo di organizzare qualcosa di alternativo.

Ci siamo allora chiesti in quale maniera potessimo rivivere in maniera originale quel momento, e la mia proposta fu subito accettata: Outskirts!

Outskirts è la Magnum Opus di Max Bigandrews, noto e famigerato artefice di tracce dei Cusano Boys.

Dalla sua mente diabolica è stata partorita questa traccia che sul suo blog descrive così

Un giro senza regole nè schemi, ci trovi tutto, asfalto, sterrato, “GPM”, marciapiedi, scalinate, tangenziali, proprietà private, vicoli tetri dove la notte si consuma tutto tranne che l’Amore, sottopassi di stazioni trasformati in dormitori, posteggi auto adibiti a latrine a cielo aperto, murales che meriterebbero di essere esposti nei musei, ponti pedonali firmati da architetti che meriterebbero di essere esposti al giudizio del popolo, quartieri avveniristici che celano una condanna alla tristezza, un intero arcobaleno di colori ma soprattutto di odori, perché sono proprio gli odori a regalare le sensazioni più forti, qui performance, passo e KOM non esistono, domina la Realtà!

Dopo aver letto questa poesia metropolitana le aspettative sono tante, e in una calda, caldissima domenica mattina di giugno, ci ritroviamo nel quartiere Forlanini per proiettarci in questo viaggio psichedelico cittadino.

Tutti lo sanno: pedalare in città è ormai diventata una guerra. Forse per questo il nostro Pedro, come un Don Chisciotte moderno, si presenta con casco modello Sturmtruppen pronto a combattere mulini a vento in forma di Suv urbani. 

Ma in fondo, proprio la domenica mattina, è il momento ideale per “vivere” questa Milano sulle due ruote, una città completamente diversa rispetto a tutto quello che siamo abituati a vivere in settimana, abbiamo la fortuna di potercela godere in maniera tranquilla e a misura di bicicletta.

La bici che scelgo per affrontare questo giro è la mia classica Mtb da viaggio: 26 pollici, parafanghi, portapacchi, sella Brooks e divanata facile!

Decidiamo di seguire il percorso in senso antiorario, e dopo meno di 2 km siamo già fermi al bar per una colazione supplementare: pasticceria eoliana, cappuccio e cannolo taaaac… ma ecco che scopro l’irreparabile, ho dimenticato a casa il portafoglio.

Forse meglio così, alla fine per tutta la giornata potrò fare comodamente il portoghese fingendo mortificazione e dispiacere per questa dimenticanza.

Subito dopo il San Raffaele e Cologno Monzese ecco finalmente inoltrarci nella natura “ignorante” di Outskirts. 

Un passaggio tecnico sotto la tangenziale Est fa finalmente decollare il nostro umore, e come dimostra questo video, la perdita dei famosi “filtri” di Michele è inevitabile. Nota di merito è il ringraziamento speciale con dedica a Max.

Superata la zona di Crescenzago devo ammettere che, di colpo, mi sento catapultato in un’altra dimensione, mi sembra quasi di attraversare una città a me sconosciuta. 

Ma come? Io milanese di nascita mi sento come Willy il principe di Bel-Air proprio nella mia città?

Ebbene si, macchina fotografica alla mano continuo a fotografare viette e palazzi mai visti, ma che spettacolo è Milano?

Incontriamo perfino il maestoso tempio di Scientology di cui ignoravo totalmente l’esistenza.

Ma soprattutto siamo sempre pronti ad affrontare ogni sorpresa, ostacolo e cambio di direzione improvviso, nella speranza di seguire la traccia correttamente.

Prima di partire avevo vagamente studiato il percorso e mi ero reso conto che i parchi da attraversare sono davvero numerosi.

Il primo e forse più grosso è proprio parco Nord, davvero maestoso e imponente, dove c’è addirittura un piccolo velodromo aperto al pubblico.

Più pedalo e più mi rendo conto che ogni quartiere di Milano è davvero un piccolo gioiello: Niguarda, Affori, Bovisa, Villapizzone, questa Milano periferica è davvero ricca di sorprese inaspettate.

Finalmente ecco arrivare il famigerato GPM della giornata, il Monte Stella, noto per i milanesi anche con il nome Montagnetta di San Siro, una collinetta artificiale costruita sulle macerie della seconda guerra mondiale.

Una volta arrivati in cima, lo spettacolo che ci si presenta di fronte non ha niente da invidiare alle cime alpine della zona: infatti possiamo ammirare oltre al Monte Rosa, la nostra bella Madunina, City life, Isola, lo stadio di San Siro, ma soprattutto il famoso PalaTrussardi, al quale sono susseguiti un’infinità di nuovi nomi e sponsor, ma che per me e per i miei ricordi di infanzia, rimarrà per sempre associato a quel nome.

Dopo aver superato i quartieri di Lampugnano, l’Ippodromo e Trenno è ora dell’aperitivo, un classico milanese, e gli Spritz bevuti a scrocco al baretto del parco di non so dove, si susseguono a nastro e non hanno prezzo.

In realtà lo hanno, ma chi se ne frega, tanto non li pago io.

Dopo aver attraversato il Parco delle Cave facciamo tappa in zona Bisceglie per ammirare il nuovo e meraviglioso “loft” appena acquistato dal magnate immobiliare Michele Abramovich a cui, con estrema soddisfazione, facciamo una foto ricordo.

Insomma, tempi di realizzazione per l’immobile 37 anni, sarà pronto non prima del 2057.

La stanchezza e la fame avanza, è ora di attraversare più celermente la zona Sud di Milano. 

Barona, Grattosoglio e uno splendido passaggio sui navigli fanno da coreografia a questa parte di percorso, anch’esso di notevole pregio paesaggistico.

Arrivati a Chiaravalle la fame ormai si fa sempre più sentire, Milano è bella, Outskirts pure, però insomma, un taglio di percorso ci sta, e la sosta da McDonald’s è scelta obbligata.

Mega menù pagato da non so chi e ci rendiamo conto che per oggi possiamo ritenerci soddisfatti.

Anche se tagliamo la parte di percorso più a Est, che conosciamo come le nostre tasche (attualmente vuote), siamo soddisfatti di aver omaggiato questo addio al celibato in una maniera così speciale.

Mi sento di concludere questo racconto con una considerazione particolare: come per un milanese è d’obbligo la salita almeno una volta nella vita sulla Madonnina, così dovrebbe esserlo anche per Outskirts, almeno una volta nella vita bisogna per forza farlo!

E se per caso voleste acquistare una casa a Milano e non sapete dove, non rivolgetevi ai soliti e blasonati siti di annunci immobiliari. Inforcate la bicicletta e provate a seguire la traccia di Max, scoprite una Milano diversa che vi saprà indicare dove vi sentirete davvero a casa.

Thank you Max

Traccia Strava a questo link

https://www.strava.com/activities/3649218850

4 Comments

  1. Milano non mi piace, io animo solitario mi trovo a disagio nelle grandi e confusionarie aree urbane, ma raccontata così mi ha intrigato moltissimo. Complimenti per il racconto! …eh questa traccia me la segno non si sa mai😉

    1. A volte si va a cercare percorsi “fuori le mura” quando già fare un bel giro intorno a Milano gratifica e non poco.
      Come sempre ottimo racconto.
      Ci avrai pensato a raccoglierli in un libro?
      Trovo io l’editore…😄

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